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No al blocco degli esami e delle lauree – Si a proteste condivise

Scritto da Leonardo | Scritto in Sinistra Universitaria - UdU | Scritto il 20-07-2010

Tag:blocco, esami, lauree, protesta, ricercatori, Università

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unipg_stopIn molte Facoltà dall’inizio del prossimo anno accademico molti corsi potrebbero non partire. I vari corsi tenuti dai ricercatori, in particolare, potrebbero risentire dell’effetto della protesta in atto. I ricercatori sono stati inquadrati da subito come un supporto alla didattica. Supporto che in particolare ha il ruolo di trasmettere la ricerca svolta normalmente all’interno dei singoli corsi. In realtà spesso i ricercatori sono veri e propri “tappabuchi” per poter tenere aperti i vari corsi di laurea. Ma questa loro disponibilità, del tutto volontaria, non è mai stata realmente riconosciuta.
Anche a causa della manovra economica del Governo, che va a gravare ancora più una situazione già fortemente sottofinanziata e snaturata, molti ricercatori potrebbero non dare la propria disponibilità a tenere dei corsi di insegnamento e quindi a bloccare, almeno parzialmente, la didattica.

Questa posizione ovviamente non può che preoccuparci, in primis per il forte disagio in cui si trovano gli studenti. Ma è ovvio che non possiamo ignorare la condizione di sfruttamento in cui si trovano oggi i ricercatori, e soprattutto vediamo con estremo timore le modifiche introdotte dal DDL Gelmini. In pratica il governo vuole la scomparsa della figura del ricercatore.

Se però tutto questo è estremamente importante e sentito anche da parte nostra, non possiamo in alcun modo accettare una protesta che, più che creare un disagio agli studenti, metta studenti e ricercatori gli uni contro gli altri. Per quanto sia comprensibile il blocco della didattica, chiediamo con forza che non siano bloccate le sessioni di esame e di laurea, in primis quella del prossimo settembre-ottobre. E’ invece necessario trovare forme di protesta condivise e soprattutto rilanciare non solo la questione dei ricercatori, ma in una grande voglia di cambiamento per la nostra Università. Merito, valutazione e diritti devono essere alla base dell’Università che vogliamo. Il DDL Gelmini in questo senso lancia solo parole vuote che cadono di fronte al taglio dei fondi e del disegno di Università e Diritto allo Studio. Vogliamo una vera riforma dell’Università, di certo non questa.

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